Un ballo nel mare della libertà

Tags: tatantate, Mediterraneo, solidarietà, folklore, taranta, gitani

Un amore svanito, una persona cara persa per sempre, un problema famigliare irrisolto, crisi esistenziali, disagio sociale, traumi, frustrazioni…. quale fosse il "morbo" reale dietro il "morso della tarantola", non è ben dato sapere; è pur certo che trattasi di rituale antico, carico di significati, allegorie, spiritualità e -ovviamente- musicalità, entrato nello scenario culturale della Italia del Sud (e non solo), nobilitandosi.

Il raggiunto successo del festival musicale "La Notte della Taranta" dimostra come taluni eventi non si occasionino dal nulla; ma come la ricercatezza che li genera e alimenta (proprio nella riscoperta delle tradizioni più remote e meno "nobili" di un popolo!) renda certi riti, non più racconto per facili creduloni, ma la chiave per scoprirsi protagonisti di un più ampio progetto culturale che respira di Mediterraneo.
Non a caso la manifestazione accoglie musicisti di fama internazionale, in un calendario di eventi lungo tutto il mese di Agosto tra i comuni pugliesi di: Alessano, Calimera, Carpignano Salentino, Castrignano dei Greci, Corigliano d'Otranto, Cursi, Cutrofiano, Galatina, Martano, Martignano, Soleto, Sternatia, Zollino, Lecce e Sogliano Cavour.

La danza, nella tradizione popolare del Mediterraneo, è quel luogo dove la terra e il mare si fondono. Dalla terra sale l'energia e nella terra si scaricano gli impulsi emotivi che animano il danzatore.
Gioia, conflitto, rabbia…. Per strada la gente si ritrovava e nella musica e danza condivideva le proprie emozioni di popoli liberi od oppressi; di povertà o persecuzione. Era così per i gitani col loro flamenco. Era così per le tarantate, sfiancate a terra per ritrovare pace. Come anche, magistrale è il contatto con la terra nelle danze afro.
Terra da lavorare, su cui faticare, per cui vivere.

Ciò che unisce questi popoli e le loro tradizioni è un mare carico di tutte le loro ritualità; un cerchio vitale di sogni, speranze, dolori, progetti di libertà.
Sia questo, la danza e la musica: conceda libertà il vorticoso ballare; rigeneri energia la terra calpestata; scandisca i battiti della felicità il suono di tamburi e strumenti.

Perché la libertà, il riscatto e il gusto di stare insieme non sono "fenomeni" di folklore, ma vita vera.

Dal mare alla terra, dallo stare insieme alla passionalità e solidarietà: sono questi gli ingredienti giusti per una calda e gioiosa estate.

Buon divertimento!